IL CROCIFISSO NELLE SCUOLE PUBBLICHE?

Purtroppo, che l’Italia sia diversa da altri paesi evoluti è una triste realtà. 

Ad esempio, molti, troppi italiani non capiscono che non esiste alcuna ragione per tenere un crocifisso in un luogo pubblico. E’ più forte di loro, non ci arrivano, e questo non depone a favore della reale diffusione della cultura liberaldemocratica nel nostro paese. Perché, non ce lo dimentichiamo mai, quando si parla di questioni religiose bisogna avere sempre quest’ultima cultura come stella polare, e chi fa finta che non sia necessario usa, evidentemente, il fenomeno religioso per attaccare, non difendere, delle libertà. 

In tal senso, gente come Salvini fa bene ad andare in giro baciando santini e crocifissi, se questo è il prezzo per togliere spazio ai liberali che, più dei musulmani, sono il suo reale avversario in vista della scalata, e del potenziamento nelle sue mani, del potere in Italia. Chi, come lui, ancora oggi usa la religione per fare propaganda vuole evidentemente seguire l’esempio di Putin e di Orban, campioni di liberticidio non a caso molto stimati dal leader leghista. Ma se a Salvini piace Orban significa che gli piacciono i tiranni. E le conseguenze risultano, per chi scrive, facili da tirare rispetto al suo progetto politico più inconfessabile. Che mi fa tremare i polsi a pensarci.

Ma, per tornare al tema principale dell’articolo, molti italiani, ad esempio, non arrivano a capire che un crocifisso è simbolo di una religione che è stata protagonista in Europa, sì, ma nel bene e nel male. Il crocifisso è il simbolo di qualcosa che, in troppi casi, non ha dimostrato alcun tipo di superiorità, se non quella legata alla violenza e alla prevaricazione, ribadita una volta di più, ebbene sì, dalla scelta di imporlo a tutti nelle scuole. Ecco, il crocifisso è una imposizione religiosa, che mostra la sua violenza agli occhi di chi non ci crede. Dato che non è normale credere per chi non crede, non è normale neppure vedere un simbolo religioso esposto in un luogo in cui è costretto a stare come la scuola pubblica. Infatti, se la scuola è obbligatoria, non è obbligatorio costringere chi non crede a trovare normale credere, e, di conseguenza, vedere esposto un simbolo fondamentale di tale credenza. Cosa c’è di difficile da capire? Per molti non credenti credere è una cosa sbagliata, per non dire infantile. Questo non viene mai sottolineato. Per carità, niente guerre di religione, sia chiaro, ma per molti non credenti è davvero troppo accettare che un errore sia esposto come fosse un trofeo. Del resto, si sa, la liberaldemocrazia è tale quando difende le minoranze, non le maggioranze. Se la minoranza non vuole un crocifisso in un luogo pubblico dove – occorre sottolinearlo – non è necessario, come non lo è in una scuola pubblica, pur accettando ovviamente che chiunque possa portare un simbolo religioso sulla propria persona, come in una catenina o su una maglietta, allora lo Stato, se è laico, deve tenerne conto, e agire di conseguenza. 

Ovviamente, chi non solo desidera ma pretende il crocifisso nell’aula di una scuola pubblica mostra una pessima sensibilità liberaldemocratica, che, storicamente, spiace dirlo, è spesso andata a braccetto con tanta parte della cultura cristiana, e cattolica in particolare.

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