L’ATTACCO DI KIEV AL TERRITORIO RUSSO DI AGOSTO 2024

Mi pare  che l’attacco di Kiev alla Russia mostri quello che i dissidenti russi che ho avuto il piacere di contribuire a far conoscere in Italia col mio lavoro hanno sempre detto. Ossia che la Russia di Putin è un gigante dai piedi di argilla e che il peggior nemico della Russia è Putin. Un Paese che ha due volte e mezzo la popolazione dell’Italia, 57 volte la sua estensione, risorse naturali illimitate con meno del pil italiano mostra quanto il lavoro del regime di Putin in 25 anni sia stato a dir poco mediocre. A capo di un regime corrotto e sfacciato, Putin e i suoi uomini, per lo più ex Fsb, hanno creato un blocco di oligopoli usati come bancomat. Che Putin non abbia mai davvero avuto a cuore il benessere della Russia è dimostrato proprio dal fatto che lui ne è il primo parassita, titolare di una fortuna personale di oltre 20 miliardi di dollari per i britannici, di oltre 200 per gli americani. Un sistema che ha avuto ricadute sullo stato penoso delle forze armate le quali, a parte alcuni gioielli della corona tecnologici destinati prima della guerra per lo più agli acquirenti stranieri, erano allo sbando a partire dal personale, situazione descritta con efficacia da una delle tante vittime del fascista che sta al Cremlino, la coraggiosa giornalista Politovskaja. Nonostante che alcuni “utili idioti” (anche accademici) di Putin nelle tv italiane dall’inizio del conflitto (l’Ucraina “sventrata” e così via) abbiano esaltato la grandezza della Russia, è chiaro che la Federazione è un paese relativamente povero, sostenuto pesantemente dalla Cina, e che, non riuscendo a controllare il suo enorme territorio, si inventa per l’ennesima volta uno scontro diretto con la Nato per giustificare i propri prevedibili rovesci militari. In realtà, il Cremlino deve solo ringraziare l’arsenale nucleare se la Nato non è giunta da tempo in pochi giorni a Mosca come avrebbe fatto un Prighozyn qualsiasi se non fosse stato convinto a fermarsi dallo Fsb. In questo momento la Russia sta combattendo con quello che era uno dei tre paesi più poveri d’Europa, afflitto a sua volta da una corruzione dilagante. Nonostante la propaganda martellante, speriamo che tutto il popolo russo si renda conto prestissimo del “disastro Putin”, come l’aveva definito il grande Boris Nemtsov, altra vittima del mafioso di Mosca che ho avuto l’onore di incontrare più volte, in uno dei suoi celebri libri. 

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