
Vorrei precisare che se qualcuno dice che non bisogna vergognarsi delle proprie opinioni in una democrazia liberale quasiché tale democrazia purifichi chiunque dalle proprie opinioni balzane ha un concetto curioso della liberaldemocrazia. Esiste una dimensione sociale, ma esiste anche una dimensione personale, quella per cui uno dovrebbe vergognarsi di dire sciocchezze grossolane. Viceversa, è come dire che uno studente analfabeta si può mettere a insegnare fisica al posto del professore con due lauree. Se un occidentale dice cose fondate sul nulla, o figlie della propaganda, sbaglia e si dovrebbe vergognare proprio perché sta in una liberaldemocrazia, e avrebbe la possibilità di ottenere informazioni precise (nella misura dell’umano, ovviamente, ma se si volesse investigare circa i limiti della nostra umana conoscenza si cadrebbe in un gioco in cui a dominare sarebbe il relativismo, o lo scetticismo, e non certo il “pensiero forte” alla Putin) che figlie della propaganda fascista (in questo caso russa) non sono. La liberaldemocrazia è una pianticella delicata che andrebbe sostenuta da una informazione libera e articolata a cui la gente dovrebbe voler attingere. La gente che nella liberaldemocrazia non attinge da più fonti cercando di metterle a confronto ha una grave responsabilità per la tenuta stessa della democrazia liberale. Mettere a confronto la stampa anglosassone e occidentale, ampia e variegata di per sé, e la propaganda russa (che ampia e variegata non è) si può, anzi si deve fare. Infatti, un tiranno va ascoltato, ma per quello che è, ossia un tiranno, un personaggio cioè che ha distrutto la democrazia e la libera informazione nel suo paese. Questi sono fatti di cui Putin stesso si vanta. Cosa c’è di così difficile da capire? Se uno non è capace di capire questo punto non è una persona con cui valga la pena parlare. Ripeto, è lo stesso Putin a dire che la democrazia è un sistema inefficace. Chi è d’accordo con lui non ama la democrazia liberale, che andrà migliorata, certo, ma non affossata. Il signor Putin ha gettato via il bambino con l’acqua sporca per un suo interesse personale. In questo senso, è stato ed è un bieco fascista. Putin è un protagonista assoluto, sì, ma per demeriti, non per meriti. Essere celebre come lo è Putin significa esserlo come un serial killer all’ennesima potenza, o uno stragista. Meglio rimanere sconosciuti, a questo punto. Sono cose chiare e note, e se qualcuno vuol dire la sua lo faccia con un buon senso. Una democrazia liberale sarà sempre meglio di una tirannia. Mi spiace che molti, che poi piangono quando vedono realizzato il loro “sogno”, l’uomo solo al comando, non ci arrivino. Il farabutto che sta al Cremlino sta sacrificando centinaia di migliaia di giovani vite per una cosiddetta “madrepatria” che è il primo ad aver profanato con il suo attacco riuscito alla democrazia russa, e con le sue oscene ruberie. I britannici pensano che egli abbia rubato decine di miliardi di dollari, gli americani centinaia, mentre i russi – poveracci – pensano che lui sia proprietario di un appartamento e di due auto. Questa è la forza della propaganda russa sulla mente di molti suoi connazionali. Questo è Putin. Chi continua a esaltarlo fa il gioco del regime russo e si dovrebbe, semplicemente, vergognare.
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