
Quello che sfugge a questo signore (Fusaro), e in generale a molti, è che A) l’Ucraina avrebbe mantenuto un contatto stretto con la Russia, a cui dal 1994 aveva fornito notoriamente tutte le sue bombe atomiche su FORTE PRESSIONE DEGLI USA di Clinton (ebbene sì) se la Russia avesse continuato a seguire la strada delle riforme democratiche almeno parziali di Eltsin (con tutti i suoi limiti, sia chiaro), cosa che Putin ha brutalmente interrotto sulla pelle innanzitutto dei russi. E’ stata soprattutto l’involuzione democratica assai pericolosa della Russia a far cambiare politica ai suoi vicini. Perché questo punto, che riguarda le responsabilità oggettive di Putin rispetto ai suoi vicini, non viene mai fuori nei discorsi di questi commentatori che vedono un bilanciamento di responsabilità? B) Il presidente che avrebbe subito il colpo di stato era un ladro sul libro paga di Putin (la sua famiglia divenne miliardaria facendo affari con Mosca) che aveva tradito la politica di avvicinamento all’Europa, politica che invece aveva garantito nel suo programma elettorale. Ci sono ragazzi che sono morti abbracciando la bandiera europea nelle rivolte anti Russia a Kiev tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 (a Piazza Indipendenza, impropriamente chiamata Maidan). C) Uno dei grandi dissidenti che ho seguito per lavoro, Boris Nemtsov, già delfino di Eltsin (quindi non proprio uno poco informato), stava scrivendo un libro sui fatti del Donbass del 2014, ma guarda un po’ venne fatto fuori all’inizio dell’anno dopo, nel febbraio 2015, a pochi passi dal Cremlino. Probabilmente Putin alla notizia del lavoro compiuto avrà festeggiato alzando la coppa di champagne come fece con l’assassinio della grande giornalista e scrittrice Politovskaja. Prego i commentatori di studiare meglio prima di imbarcarsi in problematiche difese del tiranno. In tutte le cose, spiace doverlo ripetere, esiste una variazione nel grado, e paragonare le scelte di un dittatore che, come dice Kasparov (in “L’inverno sta arrivando”), non rispetta il suo popolo e, quindi, a maggior ragione, non rispetta quelli vicini, alle scelte delle liberaldemocrazie significa fare una confusione pericolosa per la tenuta liberaldemocratica dei nostri sistemi politici. Che non saranno perfetti, certo, ma che devono e possono essere migliorati in vista non solo di ancora maggiore libertà, ma anche di maggiore giustizia sociale. Pensare però che questi cambiamenti in meglio possano avvenire da una base politica alla Putin significa scherzare col fuoco. Tra l’altro l’ingiustizia sociale stessa deve essere inquadrata meglio, e le categorie marxiste – un pensiero importante, ma ottocentesco – a mio avviso non sono quelle più adatte, anche fermandosi su di un piano epistemologico.
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