ORBAN IL TIRANNELLO

Orban è il sostenitore della democrazia illiberale. Il suo amico Vance tempo fa è venuto a lamentarsi con gli europei perché a suo parere ostacolano la vera libertà. Il che significa, evidentemente, impedire, a mio avviso giustamente, di esprimere pubblicamente opinioni razziste, xenofobe, misogine, etc. Eppure che io sappia anche il grande alleato di Trump e ultra liberale (quando vuole) Musk pur avendo accettato all’inizio che si potesse dire qualunque cosa sul suo social, ha alla fine, e da tempo, posto un limite a certi commenti illiberali a livello di visibilità. Ma mentre queste sono questioni delicate e difficili da affrontare, che Orban sia un sostenitore del controllo, da parte dell’esecutivo, delle università, della stampa e degli stessi tribunali, nonché dell’economia, è un fatto che dovrebbe far rabbrividire chiunque si dica sostenitore della libertà. Come fa Vance ad appoggiare un personaggio del genere sperando di mantenere quel poco di credibilità da liberaldemocratico che ancora gli è rimasta? 

A questo punto, però, torno un attimo ai politici italiani e mi chiedo: come possono personaggi come Meloni e Salvini dirsi per la democrazia liberale e contemporaneamente sostenere un suo nemico giurato come Orban (si veda un suo ben noto discorso del 2014 a Baile Tusnad in Romania)? Vogliono Meloni e Salvini portare il modello della democrazia illiberale in Italia? 

Ovviamente, Vance potrebbe sic et simpliciter agire telecomandato da Trump, che di liberale ha ben poco, ma a questo punto la Ue non dovrebbe mandare un messaggio forte e chiaro alla Casa bianca considerato che anche il possibile ‘giovane’ successore di Trump risulta ormai poco affidabile a livello di difesa dei valori occidentali? 

Per quanto mi riguarda, dopo l’endorsement di Vance a Orban sia lui che il suo capo dovrebbero essere considerati ‘persone non grate’ sul territorio Ue. E’ vero, si tratta di una sparata, ma mi pare che sia l’unico linguaggio che ormai capiscono a Washington. 

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