LA GUERRA DI ORSINI E QUELLA VERA

Spiace dirlo, ma Orsini, a mio modesto avviso, non ha fatto una bella figura dall’inizio della guerra. Ha usato la sociologia come fosse una scienza esatta, facendo spesso previsioni sbagliate, e dando prova di oggettive carenze in ambito epistemologico; inoltre ha fatto la Cassandra dimenticando che prevedere un futuro fosco è più facile che il contrario, come diceva Elias Canetti. La Nato non ha mai minacciato l’integrità territoriale della Russia, come questa guerra sta dimostrando ampiamente (altrimenti perché non mandare truppe proprio ora che la Russia è l’aggressore e sta dalla parte del torto per la maggioranza dei paesi che l’hanno condannata all’Onu?), e affermando il contrario si fa il gioco di Putin (un tempo si parlava di “utili idioti”). Mandando armi la Nato sta giustamente difendendo l’Ucraina, mandando truppe potrebbe far credere che voglia attaccare la Russia. La Nato ad oggi si sta comportando piuttosto bene, giocando di rimessa con il regime mafioso di Putin. Ovviamente, se Putin dovesse esagerare sarebbe colpa dell’Occidente per gente come Orsini, non dei fascisti che stanno al Cremlino, ma si tratta di una posizione che non merita neppure di essere presa in considerazione, dato che parte dall’assunto che l’Occidente abbia sempre torto anche contro i tiranni. Io direi invece che Occidente ha spesso torto, tranne quando combatte contro i tiranni. Come si ricorderà, il grande demerito degli Usa in primis è stato proprio quello di aver appoggiato varie dittature nella storia. Ma la storia cambia, per fortuna, i governi non sono tutti uguali, e gli Usa di Biden si sono schierati dalla parte giusta e vanno sostenuti. Tutto qui. Che poi gli Usa difendano anche dei propri interessi è ovvio, anche l’Europa lo fa, tutti lo fanno. Si tratta di un’accusa di una ingenuità incredibile, che non vale come accusa. Gli Stati non sono delle associazioni di beneficenza, come i privati cittadini. Si tratta solo di non superare una certa misura. In questa guerra, gli Usa ad oggi a mio avviso non l’hanno superata. Tornando alle analisi del buon Orsini, che ha onestamente stancato chi, come me, ha conosciuto di persona la dissidenza russa, che non c’entra niente con il sedicente dissidente Orsini (ohibò), Putin in realtà esce indebolito da questa iniziativa della Wagner, si è creato uno stallo tra lui e le truppe regolari dopo il comportamento per lo meno dubbio di alcuni reparti, che alla fine non hanno aggredito la Wagner sulla strada per Mosca, e ora Prighozyn potrebbe approfittare di tale stallo, ed è il motivo per cui è uno zombie che cammina. Ma anche Putin si deve guardare le spalle giunti a questo punto, e una mossa esagerata da parte sua potrebbe portare ad una reazione interna, di un regime avido e corrottissimo, vero nemico della Russia, che certo non vuole morire in una guerra nucleare con l’Occidente. A Putin e il suo regime interessano solo il potere e i soldi da sempre, tutte le dotte questioni ideologiche e geopolitiche (campate in aria) sono scuse: deboli scuse usate come alibi per le loro nefandezze. L’Occidente fa bene ad indebolire Putin: il fatto della Wagner ha creato un danno di immagine enorme al mafioso del Cremlino, che si è affrettato più volte negli ultimi giorni a fare discorsi in tv a reti unificate per non compiere l’errore di Gorbaciov, la cui debolezza nel periodo del golpe segnò la sua caduta. Tutto questo suggerisce che il regime sta mostrando le prime vistose crepe. In ogni caso, mentre Orsini fa il fustigatore degli occidentali cattivi, nessuno in Russia fa lo stesso con Putin, perché i dissidenti (veri, nel loro caso) vengono arrestati o uccisi. Si tratta di una situazione asimmetrica. Tra le tante, troppe cose, che Orsini non ha colto della presente guerra, c’è pure questa. Forse il nostro docente avrebbe dovuto leggere un po’ meno Chomsky e un po’ più Popper, oltre a dei manuali di epistemologia seria che lo aiutino a capire che uso può fare della sua materia. Del resto un sociologo del terrorismo che c’entra con una guerra convenzionale tra Stati? La presenza di Orsini in dibattiti sulla guerra avrebbe un senso solo se vi fossero dei terroristi coinvolti. Il che è quanto avviene, in effetti, Putin è un terrorista, ma Orsini invece di parlare di lui parla dell’Occidente, cioè della parte di cui, a mio avviso, non dovrebbe occuparsi.

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